Prefettura

ARCHIVIO DI STATO  DI PESCARA

FONDI DEGLI UFFICI AMMINISTRATIVI

PREFETTURA(1926-1969), bb. 111

Mezzi di corredo: inventario

Con l’unità d’Italia la figura del Prefetto sostituì quella dell’Intendente. Il decreto Ricasoli 9 ottobre 1861, n. 250 infatti sancì la nascita del nuovo istituto, quello prefettizio, da cui dipesero le sottoprefetture.
Il prefetto, rappresentante politico del Governo, capo della provincia, era scelto tra i più elevati funzionari dello Stato, garante quindi del funzionamento dello Stato a livello periferico, capo della Polizia e massima autorità di controllo nei riguardi delle amministrazioni locali, era la sola fonte di informazioni sulle condizioni della provincia.
I profondi cambiamenti che la dittatura fascista apportò nelle istituzioni si ripercossero anche sull’istituto prefettizio, ne fu esempio la legge 3 marzo 1934, n. 383 che diede, con l’art. 19, una nuova definizione dei poteri prefettizi; per mezzo di essi la dittatura estendeva il suo controllo su ogni aspetto della vita politica, sociale e culturale.
Allorché si formò, dopo la sconfitta della dittatura e la vittoria delle forze democratiche, l’Assemblea Costituente, essa votò per l’abolizione del Prefetto.
Molti furono i fattori che preservarono l’istituto prefettizio dalla sua abolizione: uno di questi fu la necessità del governo di avere un suo rappresentante diretto in provincia.
Oggi la nomina dei prefetti viene fatta con decreto del capo dello Stato su proposta del Ministero dell’Interno.
Secondo il regolamento comunale e provinciale del 12 febbraio 1911 n. 299, gli uffici di Prefettura sono divisi in un Gabinetto e cinque divisioni.
Le carte prefettizie presenti nel nostro archivio sono prodotte dall’ufficio di Gabinetto del prefetto e riguardano: le elezioni amministrative e politiche,l’amministrazione comunale, la pubblica istruzione , la pubblica sicurezza, i lavori pubblici, l’ordine pubblico, il Partito Nazionale fascista.
Sono stati versati dalla Prefettura inoltre i quadri esecutivi dei benefici ecclesiastici(*) che concernono le rendite in natura e in denaro spettanti al Beneficio di San Nicola di Bari di Manoppello e Santo Stefano protomartire in Turrivalignani.

Nota
 (*) Il beneficio ecclesiastico è una persona giuridica pubblica a base patrimoniale eretta dall’autorità ecclesiastica competente i cui redditi servono al sostentamento del titolare dell’Ufficio. In Italia prima del Concordato lo Stato percepiva le rendite dei benefici vacanti mediante gli Economati e i subeconomati. Con il concordato del 1929 lo Stato rinunciò ad ogni regalia e l’amministrazione dei benefici fu disciplinata dal diritto canonico. Gli archivi dei subeconomati furono trasferiti presso le Prefetture competenti per territorio e da queste agli Archivi di Stato.