Dogana Principale

ARCHIVIO DI STATO  DI PESCARA

FONDI DEGLI UFFICI FINANZIARI

DOGANA PRINCIPALE (1972-1988), bb. 56

Mezzo di corredo: elenco

Nel Regno delle due Sicilie la politica doganale dei Borboni era volta non tanto alla regolarizzazione ed all’amministrazione dei traffici quanto alla riscossione dei tributi per incrementare le riserve dell’erario.
Durante l’occupazione napoleonica, sotto la spinta dei principi rivoluzionari, anche nel Regno di Napoli vennero abolite le dogane interne e tutta una serie di balzelli pagati, in parte allo Stato in parte ai feudatari e agli esattori privati.
Con il conseguimento dell’unificazione del Regno si realizzò l’unità doganale con l’eliminazione delle barriere doganali interne e l’emanazione di diverse convenzioni tra territori confinanti.
Nel 1887 furono emanati una serie di decreti che rappresentarono un’organica riforma del sistema doganale, si stabilirono le sedi delle dogane principali e secondarie, le operazioni che le stesse erano abilitate a compiere e il regolamento del personale.
Un ufficio doganale esisteva a Pescara fin dal 1880 e consolidava l’immagine mercantile della città e la rendeva centro propulsore di grandi traffici commerciali con i comuni vicini.
I bombardamenti subiti dalla città il 31 agosto del 1943 distrussero diversi uffici pubblici tra cui quello doganale assieme all’archivio, ciò spiega la mancanza di documentazione storica attestante l’attività dell’ufficio. Dal 1945 l’ufficio della Dogana Principale è ubicato nell’attuale palazzo di via Andrea Doria.
Gli uffici doganali furono ristrutturati con D.M. 18 dicembre 1972 in seguito al quale quello di Pescara diventa Dogana principale e dipende dalla circoscrizione doganale di Ancona.
Gli atti versati riguardano i benestaribancari, che sono atti rilasciati dall’ufficio italiano dei cambi della Banca d’Italia o altra banca agente, per autorizzare il commerciante, che ne abbia fatto richiesta, ad esportare merce all’estero o ad importarle.